15-06-2011
IL CAFFè LETTERARIO DEL PROF. LUCA FILIPPONI INTERVISTA ERNESTO D’ORSI

Il Caffè letterario del prof. Luca Filipponi incontra il noto critico d’arte Ernesto D’Orsi.

Ernesto D’Orsi, letterato, critico d’arte ed organizzatore di eventi è nato a Venafro nel 1942, attualmente vive e lavora a Roma , città nella quale ha sviluppato le sue relazioni e la sua carriera che è intrinseca a tutte le correnti delle avanguardie culturali e dell’arte contemporanea del XX secolo.

Come ha iniziato la sua carriera?

Ho esordito come poeta nella collana “Arte e poesia” e poi con la messa in scena di un testo teatrale dal titolo “Il momento di Giuda” con scenografie di Giulio Turcato.
Subito a seguire la rappresentazione di un altro mio testo “Flos florum” al palazzo delle esposizioni con scenografia del noto ed importante artista suo amico, Mario Schifano.

E poi?

Nel 1993 ho vinto il festival letterario “Città di Fiuggi” come primo premio e come miglior testo. Ed è stato acclamato con il dramma “La probabile identità di Winston e Clementine” con le scenografie di Mario Schifano.

Per quanto riguarda le attività di curatore di mostre ed esposizioni lei ha avuto rapporti veramente diretti e confidenziali con i maggiori artisti contemporanei del XX secolo …..

Si, oltre ad essere amico intimo di Mario Schifano ho curato mostre di altissimo livello dedicate a protagonisti dell’arte contemporanea nel contesto internazionale: Picasso, de Chirico, Baltus, Carrà, Dalì, Pomodoro, Ligabue e tanti altri.

Quale è la sua ultima opera?

Ho scritto il libro “Il corpo astrale dell’arte” edito da Armando Editore che sta avendo un ottimo successo di vendite, critiche e pubblico, pubblicazione che rappresenta questa mia sfida nel rappresentare la contemporaneità dell’arte attraverso lo studio dei segni.

Di che cosa si tratta?

Il percorso de “Il corpo astrale dell’arte” può apparire come un’eccentrica divagazione sul misterioso rapporto che sussiste tra le costellazioni e il divenire della storia dell’arte, vista come un corpo organico dotato di testa, gambe, braccia e così via, per esempio, è singolare l’analogia che c’è tra il segno della Vergine e l’età cristiana, oppure la Bilancia che rappresenta l’età bizantina, tutta una serie di peculiarità ed immagini che evidenziano la relazione tra le parti di un corpo e le diverse creazioni artistiche che si sono succedute nel tempo.

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